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L’informativa sulle erogazioni pubbliche rappresenta un obbligo sempre più rilevante per imprese, enti e organizzazioni che ricevono contributi da soggetti pubblici.

Introdotta dalla Legge n. 124/2017 e confermata dal recente Codice degli incentivi, questa disciplina ha l’obiettivo di garantire trasparenza nei rapporti tra pubblico e privato, rendendo accessibili le informazioni sui benefici economici ricevuti.

Comprendere correttamente l’informativa sulle erogazioni pubbliche è fondamentale non solo per evitare sanzioni, ma anche per gestire in modo consapevole i rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Chi è obbligato all’informativa sulle erogazioni pubbliche

L’obbligo di informativa sulle erogazioni pubbliche non riguarda una categoria ristretta, ma coinvolge una vasta platea di soggetti.

Imprese e professionisti

Tra i principali destinatari troviamo:

  • imprese iscritte al Registro delle imprese, che devono inserire l’informativa nella Nota integrativa del bilancio;
  • microimprese, che possono indicare le informazioni anche in calce allo Stato patrimoniale;
  • imprenditori individuali e società di persone, che devono pubblicare i dati sul proprio sito internet o su portali di categoria.

In questi casi, l’informativa sulle erogazioni pubbliche è strettamente collegata agli adempimenti di bilancio e richiede una gestione precisa dei dati contabili.

Enti non commerciali e associazioni

L’obbligo si estende anche a:

  • associazioni;
  • fondazioni;
  • ONLUS;
  • cooperative sociali.

Per questi soggetti, l’informativa sulle erogazioni pubbliche deve essere pubblicata sul sito internet o su piattaforme digitali, anche tramite reti associative.

Cosa deve essere indicato nell’informativa sulle erogazioni pubbliche

Uno degli aspetti più importanti riguarda la corretta individuazione delle informazioni da rendicontare.

L’informativa sulle erogazioni pubbliche deve includere in modo chiaro e completo:

  • il soggetto erogante, cioè l’ente pubblico che ha concesso il contributo;
  • l’importo ricevuto, che rappresenta il valore economico del beneficio;
  • la data di incasso, utile per determinare l’esercizio di riferimento;
  • la causale, ovvero il motivo per cui il contributo è stato erogato.

Questi elementi devono essere esposti in modo trasparente, preferibilmente in forma tabellare, così da facilitare la consultazione.

Quali contributi rientrano nell’informativa

Non tutti i benefici ricevuti devono essere indicati: l’informativa sulle erogazioni pubbliche riguarda solo determinate tipologie di vantaggi economici.

Contributi inclusi

Rientrano nell’obbligo:

  • sovvenzioni, cioè somme erogate senza obbligo di restituzione;
  • contributi e sussidi, concessi per sostenere attività o progetti;
  • vantaggi economici in natura, come l’utilizzo gratuito di immobili pubblici.

In questi casi, il beneficiario deve sempre adempiere all’informativa sulle erogazioni pubbliche, indipendentemente dalla forma del beneficio.

Contributi esclusi

Non devono invece essere indicati:

  • agevolazioni fiscali generalizzate;
  • compensi per servizi o prestazioni;
  • retribuzioni;
  • risarcimenti.

Queste esclusioni esistono perché l’informativa sulle erogazioni pubbliche si applica solo ai vantaggi concessi in modo selettivo e non a quelli previsti per tutti.

Modalità di rendicontazione: il criterio di cassa

Un aspetto fondamentale riguarda il metodo di contabilizzazione.

L’informativa sulle erogazioni pubbliche deve essere redatta secondo il criterio di cassa, ovvero considerando:

  • gli importi effettivamente incassati;
  • nell’esercizio finanziario di riferimento.

Questo significa che non rilevano i contributi maturati ma non ancora percepiti, a differenza di quanto accade nella contabilità ordinaria.

Erogazioni in natura: come comportarsi

Quando il beneficio non è monetario, l’informativa sulle erogazioni pubbliche richiede una valutazione specifica.

Ad esempio:

  • se si utilizza gratuitamente un immobile pubblico, il vantaggio va indicato nell’anno in cui viene fruito;
  • se si riceve un bene gratuitamente, si può fare riferimento all’anno di iscrizione in bilancio.

Questo aspetto è particolarmente importante per evitare omissioni.

Il limite dei 10.000 euro

L’obbligo di informativa sulle erogazioni pubbliche non si applica quando l’importo complessivo dei benefici ricevuti è inferiore a 10.000 euro annui.

Tuttavia, è fondamentale comprendere come si calcola questa soglia:

  • secondo un’interpretazione, si considera il totale complessivo dei contributi ricevuti;
  • secondo un’altra, si guarda ai contributi ricevuti da ciascun ente erogante.

In ogni caso, una volta superata la soglia, l’informativa sulle erogazioni pubbliche deve includere tutti i benefici ricevuti.

Provenienza delle erogazioni

L’informativa sulle erogazioni pubbliche riguarda i contributi provenienti da:

  • amministrazioni statali;
  • enti locali (Regioni, Comuni, Province);
  • università e enti pubblici;
  • camere di commercio;
  • società a controllo pubblico.

Non rientrano invece i contributi provenienti da istituzioni europee o da Stati esteri.

Scadenze dell’informativa sulle erogazioni pubbliche 2026

Le scadenze per l’informativa sulle erogazioni pubbliche variano in base alla modalità di pubblicazione.

Nel 2026, per i contributi ricevuti nel 2025:

  • entro il 30 aprile 2026 per i bilanci approvati in 120 giorni;
  • entro il 29 giugno 2026 per i bilanci approvati in 180 giorni;
  • entro il 30 giugno 2026 per la pubblicazione sui siti internet.

Il rispetto delle tempistiche è essenziale per evitare sanzioni.

Sanzioni per mancata informativa

La mancata pubblicazione dell’informativa sulle erogazioni pubbliche comporta conseguenze rilevanti:

  • una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti;
  • un minimo di 2.000 euro;
  • obbligo di regolarizzare la posizione.

Se entro 90 giorni non si provvede, può essere richiesta la restituzione integrale del contributo.

Il supporto di Studio Protto

La gestione dell’informativa sulle erogazioni pubbliche richiede competenze specifiche e un’attenta verifica dei dati.

📌 Studio Protto affianca imprese ed enti nella verifica degli obblighi, nella predisposizione dell’informativa e nel rispetto delle scadenze previste dalla normativa.

Per evitare errori, sanzioni o perdite di benefici, è possibile contattare Studio Protto per ricevere assistenza personalizzata e gestire correttamente tutti gli adempimenti.

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