Skip to main content

La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione riconosciuta dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il proprio lavoro e possiedono i requisiti previsti dalla normativa. Si tratta di uno degli strumenti più importanti del sistema italiano di tutela del reddito, pensato per garantire un sostegno economico durante il periodo di ricerca di una nuova occupazione.

L’importo della NASpI viene normalmente erogato con cadenza mensile per tutta la durata spettante, calcolata sulla base della storia contributiva del lavoratore. Tuttavia, in alcune situazioni è possibile richiedere la NASpI anticipata, cioè la liquidazione in un’unica soluzione delle mensilità ancora da percepire.

Questa possibilità è prevista per chi intende avviare un’attività autonoma, aprire una partita IVA, costituire un’impresa individuale oppure entrare a far parte di una cooperativa. L’obiettivo è favorire l’autoimprenditorialità, offrendo ai beneficiari un capitale iniziale per sviluppare il proprio progetto lavorativo.

Con le nuove disposizioni introdotte nel 2026 cambiano però le modalità di pagamento dell’anticipo della prestazione. La liquidazione non sarà più corrisposta interamente in un’unica soluzione, ma sarà suddivisa in due tranche.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la nuova normativa e quali sono gli effetti per chi intende richiedere la NASpI anticipata 2026.

Che cos’è la NASpI e a chi spetta

La NASpI anticipata 2026 rappresenta un’evoluzione di uno strumento già previsto dall’art. 8 del D.Lgs. 22/2015.

Prima di analizzare le novità è utile ricordare che la NASpI è un’indennità economica riconosciuta ai lavoratori subordinati che perdono il posto di lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà.

Possono accedere alla prestazione:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo determinato;
  • dal 1° gennaio 2022 anche gli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici propri o conferiti dai loro soci;
  • dal 1° luglio 2023 anche i lavoratori sportivi subordinati, iscritti al Fondo Pensione dei Lavoratori Sportivi.

Sono invece esclusi dal sussidio:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Sono invece esclusi, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge, i lavoratori autonomi e alcune categorie particolari.

Per ottenere la NASpI è inoltre necessario possedere determinati requisiti contributivi e presentare apposita domanda all’INPS entro i termini stabiliti.

Cos’è la NASpI anticipata

Oltre all’erogazione mensile dell’indennità, la normativa consente al beneficiario di richiedere la liquidazione anticipata NASpI.

Questa possibilità è stata introdotta per sostenere chi decide di reinserirsi nel mercato del lavoro attraverso un’attività imprenditoriale o professionale.

L’anticipo NASpI può infatti essere richiesto quando il lavoratore intende:

  • avviare un’attività di lavoro autonomo;
  • aprire una partita IVA;
  • costituire un’impresa individuale;
  • partecipare come socio lavoratore a una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico comporti la prestazione di attività lavorativa.

L’importo anticipato rappresenta quindi un incentivo economico destinato a favorire nuovi progetti imprenditoriali.

Come funzionava la liquidazione anticipata fino al 2025

Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, la liquidazione anticipata NASpI veniva corrisposta interamente in un’unica soluzione.

Una volta verificati i requisiti, il beneficiario riceveva in un solo pagamento tutte le mensilità di NASpI ancora spettanti.

Questa modalità consentiva di disporre immediatamente delle risorse economiche necessarie per sostenere gli investimenti iniziali legati all’avvio dell’attività.

NASpI anticipata 2026: cosa cambia

La principale novità riguarda proprio le modalità di pagamento dell’incentivo.

Con la nuova disciplina, la NASpI anticipata 2026 non viene più erogata interamente in un’unica soluzione.

Il legislatore ha infatti previsto una suddivisione dell’importo in due rate distinte.

Questa modifica è stata introdotta con l’obiettivo di verificare che il beneficiario mantenga i requisiti previsti dalla normativa anche dopo l’avvio dell’attività.

Le nuove modalità di erogazione della NASpI anticipata

La liquidazione anticipata NASpI verrà quindi corrisposta secondo il seguente schema.

Prima rata: il 70% dell’importo spettante

Una volta accolta la domanda, il beneficiario riceverà una prima tranche pari al 70% dell’intero importo della NASpI ancora spettante.

Questa somma consentirà comunque di disporre della maggior parte delle risorse necessarie per avviare l’attività imprenditoriale o professionale.

Seconda rata: il restante 30%

Il saldo del 30% sarà invece corrisposto successivamente.

L’erogazione avverrà:

  • al termine della durata teorica della NASpI;
  • e comunque entro sei mesi dalla presentazione della domanda di anticipazione.

Prima del pagamento finale l’INPS effettuerà una verifica sulla permanenza dei requisiti richiesti.

Quando viene pagata la seconda rata

La seconda tranche della NASpI anticipata 2026 non è automatica.

Prima di procedere al pagamento, l’INPS dovrà accertare che il beneficiario:

  • non abbia instaurato un nuovo rapporto di lavoro subordinato;
  • non sia titolare di pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  • continui a rispettare le condizioni previste dalla normativa.

Solo dopo queste verifiche sarà possibile liquidare il restante importo.

Perché cambia il sistema di pagamento

La scelta di suddividere la NASpI anticipata 2026 in due rate risponde all’esigenza di rafforzare i controlli sull’effettivo utilizzo dell’incentivo.

L’obiettivo è assicurare che il contributo continui a essere destinato ai lavoratori che avviano realmente un’attività autonoma o imprenditoriale e che mantengono i requisiti richiesti per tutta la durata prevista dalla legge.

In questo modo il legislatore punta anche a limitare eventuali utilizzi impropri delle risorse pubbliche.

Cosa devono fare i lavoratori interessati

Chi intende richiedere la NASpI anticipata 2026 dovrebbe valutare con attenzione:

  • il possesso dei requisiti previsti;
  • le tempistiche di presentazione della domanda;
  • le modalità di avvio dell’attività;
  • gli effetti che eventuali nuove assunzioni o pensionamenti potrebbero avere sull’erogazione della seconda rata.

Una corretta pianificazione consente di evitare ritardi o problematiche nella liquidazione dell’incentivo.

Il supporto di Studio Protto

Le novità introdotte sulla NASpI anticipata 2026 modificano un aspetto importante dell’incentivo destinato a chi sceglie di avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. Comprendere le nuove modalità di erogazione e verificare il possesso dei requisiti è fondamentale per presentare correttamente la domanda ed evitare criticità nella fase di liquidazione.

📌 Studio Protto offre consulenza a lavoratori, professionisti e futuri imprenditori nella valutazione delle opportunità legate all’autoimpiego, nell’analisi degli adempimenti previdenziali e fiscali e nella gestione delle pratiche necessarie per l’avvio di una nuova attività.

Affidarsi a un supporto professionale permette di affrontare con maggiore consapevolezza le novità normative e pianificare al meglio il proprio percorso imprenditoriale.

Close Menu