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Il 4 ottobre 2026 in busta paga rappresenta una novità per lavoratori e aziende. Dal 2026, infatti, il 4 ottobre, giornata dedicata a San Francesco d’Assisi, è nuovamente riconosciuto come festa nazionale.

La novità deriva dalla Legge 8 ottobre 2025, n. 151, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, che ha istituito la festa nazionale di San Francesco d’Assisi e inserito il 4 ottobre nell’elenco dei giorni festivi previsto dalla Legge 27 maggio 1949, n. 260.

La scelta legislativa si inserisce in un contesto particolare: il 2026 coincide infatti con l’ottavo centenario della morte di San Francesco, avvenuta nel 1226. La legge richiama espressamente i valori associati alla figura del santo, tra cui pace, fratellanza, tutela dell’ambiente e solidarietà.

Per comprendere perché il 4 ottobre rappresenti oggi una novità, occorre però fare un passo indietro nella storia.

La festa di San Francesco era già prevista: cosa è successo nel 1977

Il ritorno del 4 ottobre nel calendario delle festività nazionali non è, infatti, una novità assoluta.

La ricorrenza era già riconosciuta agli effetti civili prima della riforma del calendario delle festività intervenuta negli anni Settanta. La Legge 4 marzo 1958, n. 132 disciplinava il 4 ottobre in relazione ai patroni d’Italia San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena.

Successivamente, nell’ambito della razionalizzazione delle festività, la Legge 5 marzo 1977, n. 54 intervenne sulla disciplina dei giorni festivi, riducendo il numero delle ricorrenze che producevano effetti civili e lavorativi.

L’obiettivo era anche quello di contenere l’impatto delle giornate non lavorative sulla produttività delle aziende e degli uffici pubblici. Il 4 ottobre venne quindi meno come giornata festiva con gli effetti che aveva in precedenza.

Dopo quasi cinquant’anni, la Legge n. 151/2025 ha quindi riportato San Francesco nel calendario delle festività nazionali, proprio a partire dal 2026.

Perché la novità incide sulla busta paga

L’inserimento del 4 ottobre tra le festività nazionali non riguarda soltanto il calendario.

Una festività riconosciuta dalla legge produce infatti conseguenze anche sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione. La legge istitutiva inserisce espressamente il 4 ottobre nell’elenco dei giorni festivi previsto dalla Legge n. 260/1949.

Per i lavoratori dipendenti, quindi, il trattamento della giornata segue le regole previste per le festività, fermo restando quanto stabilito dalla normativa applicabile e dal CCNL di riferimento.

Il punto diventa particolarmente interessante nel 2026 perché il 4 ottobre cade di domenica.

Normalmente, quando una festività coincide con una giornata che il lavoratore avrebbe comunque trascorso a riposo, la situazione viene definita festività non goduta. È proprio questo il caso che determina l’effetto economico più interessante sulla busta paga del 2026.

4 ottobre 2026 in busta paga: quanto spetta?

La coincidenza tra la festività di San Francesco e la domenica può determinare, per molti lavoratori, il riconoscimento di una quota giornaliera aggiuntiva rispetto alla normale retribuzione.

Per i lavoratori retribuiti con stipendio mensile, il riferimento utilizzato nella prassi è generalmente la retribuzione giornaliera, spesso determinata dividendo lo stipendio mensile per 26.

Per questo motivo, l’importo effettivo non è uguale per tutti.

Un lavoratore con una determinata retribuzione e un certo contratto collettivo potrebbe ottenere, ad esempio, circa 39 euro netti aggiuntivi, mentre per altri l’importo può arrivare a circa 53 euro netti. Le simulazioni riportate dalla stampa mostrano infatti che l’effetto economico varia in funzione della retribuzione, del livello di inquadramento e del CCNL applicato.

È quindi importante non interpretare il dato dei 53 euro come un importo fisso spettante indistintamente a tutti i dipendenti.

La cifra rappresenta piuttosto il valore massimo di alcune simulazioni e deve essere rapportata alla situazione concreta del lavoratore.

Cosa succede se il 4 ottobre si lavora?

La situazione cambia se il lavoratore presta effettivamente attività lavorativa nella giornata festiva.

In questo caso, oltre alla retribuzione prevista per la prestazione lavorativa, trovano applicazione le maggiorazioni per lavoro festivo stabilite dal contratto collettivo applicato.

Non esiste quindi una percentuale unica valida per tutti i lavoratori: la maggiorazione dipende dal CCNL, dal settore e dalle specifiche condizioni contrattuali.

Ad esempio, nelle simulazioni riportate da Informazione Fiscale, per il CCNL Commercio viene indicata una maggiorazione del 30% per il lavoro festivo.

In alcuni casi possono inoltre essere previste specifiche modalità di compensazione o un riposo compensativo, sempre in funzione della disciplina applicabile al rapporto di lavoro.

Per questo motivo, per capire concretamente quanto comparirà nella busta paga del 4 ottobre 2026, è necessario verificare il contratto collettivo applicato e le modalità di distribuzione dell’orario di lavoro.

Festività non goduta: attenzione alla differenza tra stipendio e importo aggiuntivo

Un aspetto importante riguarda la distinzione tra festività retribuita e somma aggiuntiva in busta paga.

Quando una festività cade in una normale giornata lavorativa e il dipendente non lavora, per chi percepisce una retribuzione mensile la giornata è generalmente già compresa nello stipendio.

Il caso del 4 ottobre 2026, però, è particolare perché la festività coincide con la domenica.

Proprio la coincidenza con il giorno di riposo può determinare il riconoscimento del trattamento economico previsto per la festività non goduta. È questo il motivo per cui la nuova festività può produrre un effetto visibile sulla busta paga del lavoratore.

Il trattamento concreto deve comunque essere verificato alla luce della disciplina applicabile al singolo rapporto.

Il ritorno della festa di San Francesco riguarda anche le aziende

La reintroduzione del 4 ottobre come festa nazionale non rappresenta soltanto un’informazione utile per i lavoratori.

Anche le aziende devono considerare la nuova festività nella gestione del calendario lavorativo e nell’elaborazione delle paghe.

Per i datori di lavoro diventa quindi importante verificare correttamente il trattamento della giornata in relazione a:

  • contratto collettivo applicato;
  • modalità di retribuzione del dipendente;
  • distribuzione dell’orario di lavoro;
  • eventuale prestazione lavorativa nella giornata festiva;
  • trattamento della festività coincidente con la domenica.

In particolare, la gestione della festività può avere effetti differenti a seconda che il lavoratore sia normalmente in servizio la domenica, abbia un orario articolato su cinque o sei giorni oppure sia inserito in un sistema di turnazione.

Perché il 4 ottobre è una festa nazionale dal 2026

La Legge n. 151/2025 non si limita a introdurre una nuova giornata festiva: collega espressamente la ricorrenza alla figura di San Francesco d’Assisi e ai valori di pace, fratellanza, solidarietà e tutela dell’ambiente.

Il provvedimento è stato approvato definitivamente dal Parlamento nel 2025 e promulgato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’8 ottobre 2025. La legge è entrata in vigore il 1° gennaio 2026.

La scelta è stata inoltre collegata all’ottavo centenario della morte di San Francesco, ricorrenza che cade proprio nel 2026.

Il ritorno della festività ha quindi una doppia valenza: da un lato il riconoscimento civile della figura del patrono d’Italia, dall’altro un effetto concreto sull’organizzazione del lavoro e sulla retribuzione dei dipendenti.

4 ottobre 2026 in busta paga: cosa controllare

Per chi vuole verificare l’effetto della nuova festività sul proprio stipendio, il primo elemento da considerare è il CCNL applicato.

Non tutti i lavoratori, infatti, avranno lo stesso incremento e non è corretto considerare i 53 euro come una cifra automaticamente spettante.

La verifica deve tenere conto della retribuzione individuale, dell’inquadramento, dell’orario settimanale e delle eventuali disposizioni specifiche previste dal contratto collettivo.

Per le aziende, invece, la novità richiede particolare attenzione in fase di elaborazione delle buste paga di ottobre 2026, soprattutto nei casi in cui la giornata festiva coincida con il normale riposo del lavoratore o venga richiesta una prestazione lavorativa.

In sintesi

Il 4 ottobre 2026 in busta paga rappresenta una delle novità più interessanti dell’anno sul fronte delle festività.

La giornata di San Francesco è tornata a essere festa nazionale dal 1° gennaio 2026, dopo la soppressione degli effetti festivi avvenuta nel contesto della riforma del 1977. La nuova disciplina produce effetti anche sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione.

Nel 2026, però, c’è una particolarità: il 4 ottobre cade di domenica. Per molti lavoratori questo può tradursi nel riconoscimento del trattamento economico previsto per la festività non goduta, con una quota aggiuntiva in busta paga che può arrivare, nelle simulazioni, a circa 53 euro netti, ma che varia in base alla situazione individuale e al CCNL applicato.

Chi invece lavorerà nella giornata festiva dovrà considerare anche le eventuali maggiorazioni per lavoro festivo previste dal proprio contratto collettivo.

Studio Protto può supportare aziende e datori di lavoro nella corretta gestione delle buste paga e degli aspetti contrattuali e contributivi legati alle festività, verificando il trattamento applicabile in relazione al CCNL e alla situazione specifica del lavoratore.

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