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Introduzione

Con la Legge 12 settembre 2025 n. 131, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2025, vengono introdotte nuove agevolazioni per le zone montane. L’obiettivo è promuovere lo sviluppo economico, sociale e ambientale dei territori montani italiani, offrendo incentivi fiscali e contributivi a imprese, giovani imprenditori, professionisti e lavoratori che scelgono di investire o trasferirsi in questi Comuni.

Studio Protto illustra le principali misure fiscali e contributive introdotte, fornendo un quadro chiaro e aggiornato per imprese e cittadini interessati a cogliere queste opportunità.

Ambito di applicazione delle agevolazioni per le zone montane

La Legge 131/2025 prevede che l’elenco ufficiale dei Comuni montani venga definito da un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), basato su parametri altimetrici e di pendenza.
L’elenco sarà aggiornato ogni anno, entro il 30 settembre, e avrà validità a partire dal 1° gennaio successivo.

Saranno inoltre individuati, con specifici decreti, i Comuni beneficiari delle agevolazioni in base a criteri socioeconomici, così da concentrare le misure nei territori più svantaggiati.

Sono escluse da queste disposizioni le agevolazioni già regolate da norme specifiche, come quelle relative alla Politica Agricola Comune (PAC) e all’esenzione IMU per i terreni agricoli.

Credito d’imposta per giovani imprenditori nei Comuni montani

Uno dei pilastri delle agevolazioni per le zone montane è il credito d’imposta a favore dei giovani imprenditori che, dal 20 settembre 2025, avviano una nuova attività economica in questi territori.

Chi può beneficiare delle agevolazioni per le zone montante

Il beneficio spetta:

  • alle imprese individuali e microimprese con titolare under 41;
  • alle società e cooperative con soci o capitale per oltre il 50% detenuto da persone fisiche sotto i 41 anni.

Entità del credito d’imposta

Il credito è calcolato sulla differenza tra l’imposta ordinaria e quella applicata con aliquota ridotta al 15%, fino a un reddito massimo di 100.000 euro, elevato a 150.000 euro nei piccoli Comuni montani (sotto i 5.000 abitanti) con minoranze linguistiche riconosciute.

L’agevolazione dura per tre periodi d’imposta, nel rispetto del regime de minimis, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24.

Credito d’imposta per investimenti ambientali e forestali

La Legge 131/2025 introduce anche un credito d’imposta del 10% per imprenditori agricoli, forestali, consorzi e associazioni fondiarie che effettuano investimenti ambientali e di tutela del territorio.

Per i Comuni fino a 5.000 abitanti con minoranze linguistiche, l’agevolazione sale al 20%.
Rientrano tra gli investimenti agevolabili gli interventi di manutenzione del territorio, miglioramento forestale e servizi ecosistemici benefici per il clima.

Il credito è cumulabile con altre agevolazioni, entro i limiti delle spese sostenute, e può essere utilizzato in compensazione a partire dall’anno successivo a quello dell’investimento.

Agevolazioni per i giovani che acquistano o ristrutturano la prima casa in montagna

Per favorire il ripopolamento dei territori montani, la Legge 131/2025 riconosce un credito d’imposta sugli interessi passivi dei mutui stipulati da giovani under 41 per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa in un Comune montano.

Il credito copre cinque anni e non è cumulabile con la tradizionale detrazione IRPEF del 19% sugli interessi passivi.

Crediti d’imposta per il personale sanitario e scolastico in zone montane

Per garantire la presenza di servizi essenziali, la Legge 131/2025 prevede un credito d’imposta fino a 3.500 euro per il personale sanitario e scolastico che si trasferisce nel Comune montano dove lavora o in uno limitrofo.

L’agevolazione copre sia i canoni di locazione che le rate dei mutui, con maggiorazioni per i Comuni più piccoli o con minoranze linguistiche storiche.

Esonero contributivo per lavoratori in smart working

Tra le agevolazioni per le zone montane figura anche un esonero contributivo per i datori di lavoro che promuovono lo smart working in questi territori.
Il beneficio, previsto dal 2026 al 2030, prevede percentuali di esonero decrescenti (dal 100% al 20%) e riguarda i lavoratori under 41 che trasferiscono la propria residenza in un Comune montano.

Contributo una tantum per i nuovi nati nei Comuni montani

Per contrastare lo spopolamento, la Legge riconosce un contributo una tantum per ogni figlio nato o adottato dal 2025 in Comuni montani con meno di 5.000 abitanti.
L’importo sarà stabilito con un decreto ministeriale e finanziato nel limite di 5 milioni di euro annui.

Studio Protto al fianco di imprese e cittadini anche dei territori montani

La gestione delle agevolazioni per le zone montane richiede attenzione e competenze tecniche.
Studio Protto, con la sua esperienza in consulenza fiscale, societaria e del lavoro, supporta imprese, liberi professionisti e privati nella verifica dei requisiti, nella compilazione delle domande e nella corretta applicazione delle norme per usufruire dei benefici previsti dalla Legge 131/2025.

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