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Favorire l’occupazione femminile e facilitare l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro delle donne con figli: è questo l’obiettivo dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 e ora operativo grazie alle istruzioni fornite dall’INPS.

La misura è stata introdotta dall’art. 1, commi 210-213, della Legge 199/2025 e riguarda i datori di lavoro privati che, a partire dal 1° gennaio 2026, assumono donne che siano madri di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni e che risultino prive di impiego da almeno sei mesi.

L’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 è strutturale e consiste in un importante esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. La misura può arrivare fino a 8.000 euro all’anno per ciascuna lavoratrice, entro i limiti previsti dalla normativa.

La possibilità di usufruire concretamente dell’agevolazione è diventata operativa con la Circolare INPS n. 82 del 29 luglio 2026, che ha definito le procedure e le modalità attraverso cui i datori di lavoro possono presentare la richiesta e utilizzare lo sgravio.

Vediamo nel dettaglio come funziona l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026, quali sono i requisiti e quali adempimenti deve rispettare l’azienda.

In cosa consiste l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026

L’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 consiste in un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Il beneficio ha un limite massimo di 8.000 euro annui, che viene riparametrato e applicato su base mensile.

È importante precisare che l’esonero riguarda la contribuzione previdenziale dovuta dal datore di lavoro, mentre sono esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

Per l’impresa si tratta quindi di una riduzione significativa del costo contributivo associato all’assunzione di una lavoratrice che possiede i requisiti previsti dalla legge.

Quanto dura l’esonero contributivo

La durata dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 varia in funzione della tipologia di contratto utilizzata.

Assunzione a tempo determinato

Se la lavoratrice viene assunta con un contratto a tempo determinato, anche attraverso un contratto di somministrazione, l’esonero spetta per 12 mesi dalla data dell’assunzione.

Trasformazione del contratto a tempo indeterminato

Se il rapporto di lavoro a tempo determinato viene successivamente trasformato in un contratto a tempo indeterminato, l’agevolazione può arrivare complessivamente a 18 mesi dalla data dell’assunzione.

Assunzione a tempo indeterminato

Nel caso di assunzione direttamente a tempo indeterminato, l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 può essere utilizzato per 24 mesi dalla data dell’assunzione.

La durata rappresenta quindi un elemento da considerare nella scelta della tipologia contrattuale, insieme naturalmente alle esigenze organizzative dell’impresa e alla situazione della lavoratrice.

Chi può beneficiare dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026

L’agevolazione è rivolta ai datori di lavoro privati, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno natura imprenditoriale.

Questo significa che la misura presenta un ambito applicativo piuttosto ampio e comprende anche i datori di lavoro del settore agricolo.

Per ottenere l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026, tuttavia, non è sufficiente assumere una donna con figli. Devono essere rispettati specifici requisiti sia con riferimento alla situazione familiare sia alla condizione occupazionale della lavoratrice.

Requisiti della lavoratrice: almeno tre figli e nessun impiego da sei mesi

Per accedere al bonus assunzione lavoratrici madri, la lavoratrice deve possedere contemporaneamente due requisiti.

Deve essere:

  • madre di almeno tre figli di età inferiore a 18 anni;
  • priva di impiego da almeno sei mesi.

Il requisito relativo all’età dei figli deve essere verificato con particolare attenzione: la normativa considera figli di età inferiore ai 18 anni quelli che non hanno ancora compiuto il diciottesimo anno, quindi fino a 17 anni e 364 giorni.

Il requisito di madre si verifica al momento dell’assunzione

Un aspetto particolarmente importante riguarda il momento in cui deve essere verificato il requisito relativo alla maternità.

Secondo le indicazioni dell’INPS, la condizione di madre di almeno tre figli si “cristallizza” al momento dell’assunzione.

Questo significa che eventuali modifiche successive alla situazione familiare non determinano automaticamente la perdita dell’agevolazione.

Ad esempio, l’esonero non viene meno se successivamente si verifica:

  • la premorienza di uno o più figli;
  • l’uscita di uno dei figli dal nucleo familiare;
  • la mancata convivenza con uno dei figli;
  • l’affidamento esclusivo di un figlio al padre.

Si tratta di una precisazione importante per le aziende che intendono verificare correttamente la spettanza dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026.

Cosa significa essere “priva di impiego”

Il secondo requisito riguarda la condizione occupazionale della lavoratrice.

La normativa non considera necessariamente “priva di impiego” soltanto una persona che non sta lavorando in assoluto. La definizione richiamata dall’INPS fa riferimento ai criteri individuati dal DM 17 ottobre 2017 per i lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati.

È considerata priva di impiego, in particolare, la persona che negli ultimi sei mesi:

  • non ha svolto un’attività lavorativa riconducibile a un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi;
  • oppure ha svolto un’attività autonoma o parasubordinata dalla quale è derivato un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione.

Questo significa che la verifica del requisito richiede attenzione e non dovrebbe essere effettuata basandosi esclusivamente sulla presenza o meno di un contratto di lavoro al momento dell’assunzione.

Quali lavoratrici sono escluse dal beneficio

Il bonus assunzione lavoratrici madri non può essere applicato a tutte le tipologie di rapporto.

Sono espressamente esclusi:

  • i lavoratori domestici;
  • gli apprendisti.

L’esclusione degli apprendisti è collegata anche al fatto che per questa tipologia contrattuale sono già previste aliquote previdenziali ridotte rispetto a quelle ordinarie.

Gli altri requisiti che deve rispettare il datore di lavoro

Oltre ai requisiti riferiti alla lavoratrice, l’impresa deve rispettare le condizioni generali previste per la fruizione degli incentivi contributivi.

Tra queste rientrano quelle previste dall’art. 1, comma 1175, della L. 296/2006, tra cui:

  • regolarità contributiva e possesso del DURC;
  • assenza di violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale;
  • rispetto dei contratti collettivi applicabili.

È quindi fondamentale verificare la posizione dell’azienda prima di procedere con la richiesta dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026.

Quando l’incentivo non spetta

La normativa prevede inoltre alcune situazioni nelle quali l’agevolazione non può essere riconosciuta.

L’incentivo non spetta, ad esempio, quando l’assunzione:

  • costituisce l’adempimento di un obbligo previsto dalla legge o dalla contrattazione collettiva;
  • viola il diritto di precedenza di un altro lavoratore alla riassunzione;
  • avviene mentre l’azienda ha sospensioni dal lavoro legate a una crisi o riorganizzazione aziendale, salvo le specifiche eccezioni previste;
  • riguarda una lavoratrice che è stata licenziata nei sei mesi precedenti da un datore di lavoro collegato o sottoposto a controllo con l’impresa che effettua l’assunzione.

La verifica di queste condizioni è essenziale perché il possesso dei requisiti personali della lavoratrice non è, da solo, sufficiente per ottenere l’agevolazione.

L’incentivo è cumulabile con altre agevolazioni?

Un altro aspetto importante riguarda la cumulabilità dell’esonero contributivo.

In linea generale, l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previste dalla normativa vigente a carico del datore di lavoro.

Tra le misure con cui non può essere cumulato rientra, per il periodo interessato, anche la cosiddetta Decontribuzione Sud.

Esistono però alcune eccezioni.

L’agevolazione risulta infatti compatibile con:

  • la maggiorazione del costo deducibile prevista per le nuove assunzioni, la cosiddetta “super-deduzione”;
  • l’agevolazione prevista per i datori di lavoro in possesso della Certificazione della parità di genere;
  • alcune riduzioni della contribuzione previdenziale a carico della lavoratrice.

La verifica della cumulabilità deve quindi essere effettuata caso per caso, considerando tutte le agevolazioni applicate al rapporto di lavoro.

Come richiedere l’incentivo all’INPS

Con la pubblicazione della Circolare INPS n. 82 del 29 luglio 2026 sono state definite anche le modalità operative per richiedere l’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026.

Il datore di lavoro interessato deve presentare all’INPS una specifica domanda di ammissione utilizzando il modulo “ELM3”, disponibile all’interno del Portale delle Agevolazioni (ex DIResCO).

Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’impresa può usufruire concretamente dell’esonero attraverso il conguaglio nelle denunce contributive.

Come viene utilizzato l’esonero nei flussi UniEmens

Per i datori di lavoro autorizzati, l’agevolazione deve essere esposta nei flussi UniEmens.

In particolare, a partire dal flusso di competenza agosto 2026, le lavoratrici interessate devono essere indicate utilizzando il valore “ELM3” secondo le modalità previste dall’INPS.

È inoltre possibile recuperare le quote relative ai mesi precedenti.

Per i periodi compresi tra gennaio e luglio 2026, la valorizzazione dei mesi arretrati può essere effettuata nei flussi UniEmens di competenza di:

  • agosto 2026;
  • settembre 2026;
  • ottobre 2026.

Le istruzioni operative riguardano anche i datori di lavoro agricoli e quelli con lavoratori iscritti alla Gestione pubblica.

Perché è importante verificare i requisiti prima dell’assunzione

L’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 può rappresentare un’importante opportunità per le aziende che intendono ampliare il proprio organico e favorire l’occupazione femminile.

Tuttavia, l’agevolazione non viene riconosciuta automaticamente.

Prima di procedere è necessario verificare:

  • i requisiti della lavoratrice;
  • la tipologia e la durata del contratto;
  • la posizione contributiva dell’azienda;
  • il rispetto della normativa in materia di lavoro;
  • eventuali situazioni che impediscono l’accesso agli incentivi;
  • la compatibilità con altre agevolazioni già applicate.

Una verifica preventiva permette di evitare di applicare uno sgravio non spettante e di dover successivamente recuperare contributi indebitamente compensati.

Il supporto di Studio Protto per le assunzioni agevolate

La corretta applicazione dell’incentivo assunzione lavoratrici madri 2026 richiede un’analisi puntuale della situazione aziendale e dei requisiti della lavoratrice. La presenza di più condizioni, limiti alla cumulabilità e specifiche proce31dure INPS rende particolarmente importante gestire la pratica con attenzione.

Studio Protto può supportare le imprese nella verifica dei requisiti per l’accesso all’agevolazione, nella valutazione della convenienza dell’incentivo rispetto ad altre misure disponibili e nella gestione degli adempimenti necessari per la richiesta all’INPS.

Un supporto professionale consente al datore di lavoro di affrontare l’assunzione con maggiore consapevolezza, verificando preventivamente la spettanza dell’esonero e gestendo correttamente gli adempimenti contributivi.

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