Testo introduttivo

Industria 4.0 e agevolazioni fiscali: cosa fare

Voucher per consulenze in innovazione alle PMI

La legge di bilancio 2019 ha introdotto un’interessante novità sul tema Industria 4.0 e agevolazioni fiscali.  In particolare con l’art. 1 co. 228, 230 e 231 della Legge 30.12.2018 n. è stato istituito un con­tributo a fondo perduto, in forma di voucher per:

  • l’acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0;
  • l’acquisto di processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali (d. “voucher manager”).

Chi può beneficiare delle agevolazioni fiscali per l’Industria 4.0

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto per gli investimenti in Industria 4.0 le imprese che, sia alla data di presentazione della domanda sia alla data di comunicazione dell’ammissione al contributo, sono in possesso di una serie di requisiti:

  • si qualificano come micro, piccola o media impresa ai sensi del DM 18.4.2005 (indipenden­te­mente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato, nonché dalle modalità di deter­minazione del reddito ai fini fiscali);
  • non rientrano tra le imprese attive nei settori della pesca, acquacoltura e produzione pri­ma­ria di prodotti agricoli;
  • hanno sede legale e/o unità locale attiva sul territorio nazionale e risultano iscritte al Re­gistro delle imprese della Camera di Commercio territorialmente competente;
  • non sono destinatarie di sanzioni interdittive e risultano in regola con il versamento dei contri­buti previdenziali;
  • non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquida­zione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione simile;
  • non hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti sui quali pende un ordine di recupero, a seguito di una precedente decisione della Com­mis­sione europea che dichiara l’aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune.

Quali spese sono rimborsabili per l’Industria 4.0

Sono ammissibili al contributo le spese sostenute per le prestazioni di con­su­len­za specialistica da parte di un manager dell’innovazione e dell’Industria 4.0.

Il consulente qualificato deve essere indipendente e inserito temporanea­mente, con un contratto di consulenza di durata non inferiore a 9 mesi, nella struttura organizzativa dell’impresa o della rete.

 

La consulenza deve essere finalizzata ad indirizzare e supportare i processi di innovazione industriale, trasfor­ma­zione tecnologica e trasformazione digitale attraverso l’applicazione di una o più delle seguenti tecno­lo­gie abilitanti:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud, fog e quantum computing;
  • cyber security;
  • integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo-macchina;
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  • Internet of things e delle macchine;
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tut­ti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commer­ciale verso mercati;
  • programmi di open innovation.

Spese Industria 4.0 detraibili: altri esempi

Sono detraibili inoltre le spese per consulenza indirizzate a supportare i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali, attraverso:

  • l’applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di ge­stione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;
  • l’avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al Programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori in­di­pen­denti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale (quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond).

Possono essere considerate ammissibili solo le spese relative a prestazioni dedotte in contratti di consulenza specialistica sottoscritti successivamente alla data di presentazione della domanda di ammissione al contributo.

Spese Industria 4.0: cosa non si può detrarre

Sono escluse dalle spese Industria 4.0 detraibili quelle per servizi di consulenza specialistica relative alle ordinarie attività amministrative aziendali o commerciali, quali, a titolo esemplificativo, i servizi di:

  • consulenza in materia fiscale, contabile e legale;
  • mera promozione commerciale o pubblicitaria.

Industria 4.0 e agevolazioni fiscali: come si determina il contributo a fondo perduto

Come anticipato, l’agevolazione legata all’Industria 4.0 si sostanzia nel riconoscimento di un contributo a fondo perduto. Il contributo è riconosciuto in misura diversa a seconda del soggetto beneficiario.

Detrazioni fiscali e industria 4.0 per Micro e piccole imprese

Il contributo è riconosciuto alle micro e piccole imprese:

  • in misura pari al 50% delle spese ammissibili;
  • nel limite massimo di 40.000,00 euro.

Detrazioni fiscali e industria 4.0 per medie imprese

Il contributo spetta alle medie imprese:

  • in misura pari al 30% delle spese ammissibili;
  • nel limite massimo di 25.000,00 euro.

Nel caso in cui la domanda di ammissione al contributo sia presentata da una rete di imprese, il contributo è riconosciuto:

  • in misura pari al 50% delle spese ammissibili;
  • nel limite massimo complessivo di 80.000,00 euro.

Il contributo in esame non è cumulabile con altre misure di aiuto in esenzione da notifica aventi ad oggetto le stesse spese ammissibili.

I requisiti dei manager qualificati per l’innovazione tecnologica

Per “manager dell’innovazione qualificato e indipendente” si intende un manager iscritto nell’ap­po­sito elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo economico oppure indicato, a parità di requisiti personali e professionali, da una società di consulenza iscritta nello stesso elenco e che risulti indipendente rispetto all’impresa o alla rete nella cui struttura viene temporaneamente inserito.

Presentazione delle domande di agevolazione per attività di Industria 4.0

Con il DM 25 settembre 2019 sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande per accedere all’agevolazione fiscale per le attività di Industria 4.0.

Come presentare la domanda

La domanda di agevolazione deve essere:

  • presentata esclusivamente tramite la procedura informatica accessibile, mediante la Carta nazionale dei servizi (o tramite l’apposita procedura prevista per le reti), nell’apposita se­zione “Voucher per consulenza in innovazione” del sito Internet del Ministero dello Sviluppo econo­mico (mise.gov.it);
  • redatta secondo lo schema di cui all’Allegato 1 al DM 25.9.2019 per le PMI (ovvero all’Alle­gato 2 per le reti), a cui deve essere allegata l’offerta sottoscritta digitalmente dal manager qualificato e dal legale rappresentante della società di consulenza;
  • firmata digitalmente dai soggetti indicati dalla procedura informatica, pena l’improcedibilità della stessa.

Tempistiche per la presentazione della domanda di agevolazione

L’iter di presentazione della domanda di agevolazione è articolato nelle seguenti fasi:

  • dalle ore 10.00 del 31.10.2019, verifica preliminare del possesso dei requisiti di accesso alla procedura informatica;
  • dalle ore 10.00 del 7.11.2019 e fino alle ore 17.00 del 26.11.2019, compilazione della do­man­da di accesso all’agevolazione;
  • dalle ore 10.00 del 3.12.2019 e fino alla chiusura dello sportello telematico, invio della do­manda di accesso all’agevolazione; ai fini dell’ammissione alla fase istruttoria, rileva l’ordine crono­logico di presentazione.

Ai fini del completamento della compilazione della domanda di agevolazione, è richiesto il possesso di una casella PEC attiva.

Valutazione e concessione dell’agevolazione per investimenti fatti in Industria 4.0

Le domande inviate dalle imprese e dalle reti di imprese verranno ammesse alla fase di valutazione sulla base dell’ordine cronologico di presentazione.

Per le domande in relazione alle quali le verifiche previste si concludono con esito positivo, il Mini­stero dello Sviluppo economico procede, entro 90 giorni dal termine di chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, ad adottare un provvedimento cumulativo di concessione delle agevolazioni con apposito decreto, da pubblicare sul relativo sito Internet.

Erogazione dell’agevolazione

L’erogazione dell’agevolazione avviene in due quote, secondo lo stato di avanzamento delle atti­vità oggetto del contratto di consulenza specialistica in Industria 4.0 e il pagamento delle relative spese.

Il soggetto beneficiario può richiedere l’erogazione della prima quota, pari al 50% dell’agevo­la­zione concessa, solo successivamente alla realizzazione di almeno il 25% delle attività previste dal con­tratto e al pagamento delle relative spese.

L’erogazione del saldo può essere richiesta solo successivamente alla conclusione delle attività previste dal contratto e al pagamento delle relative spese (che deve avvenire entro 60 giorni dalla data di emissione del titolo di spesa a saldo).

Revoca del contributo: quando può accadere?

Il contributo concesso o erogato per spese sostenute in consulenza per attività di Industria 4.0 è revocato, in misura totale o parziale, qualora:

  • sia accertato il mancato possesso di uno o più requisiti di ammissibilità;
  • risulti irregolare la documentazione prodotta per fatti comunque imputabili all’impresa be­ne­fi­ciaria e non sanabili;
  • risultino false le dichiarazioni rese e sottoscritte dall’impresa beneficiaria;
  • intervenga il fallimento dell’impresa beneficiaria ovvero l’apertura nei confronti della medesima di una procedura concorsuale;
  • sia riscontrato il mancato rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni;
  • l’attività economica dell’impresa beneficiaria, o una sua parte, venga delocalizzata in Stati non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, entro 5 anni dalla data di conclusione della consulenza.

 

 

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