Testo introduttivo

Fatturazione elettronica: alcune novità previste per il 2020

È passato ormai quasi un anno dall’avvio della fatturazione elettronica, il nuovo sistema di gestione digitale dell’amministrazione e della contabilità aziendale che ha preso il via ufficialmente a gennaio 2019.

La fatturazione elettronica è stata introdotta con la legge finanziaria 2008, nell'ambito delle linee di azione dell'Unione europea che vuole incoraggiare gli Stati membri a dotarsi di un adeguato quadro normativo, organizzativo e tecnologico per gestire in forma elettronica l'intero ciclo degli acquisti.

Sono diversi gli obiettivi che hanno portato l’Unione Europea a rendere obbligatorio il sistema di fatturazione elettronica: velocizzare i tempi di emissione e ricezione, ridurre il volume di carta in circolazione, ma soprattutto facilitare il processo di tracciamento delle fatture contrastando il fenomeno dell’evasione fiscale.

Oggi la legge finanziaria 2020 ha individuato alcuni aggiustamenti che permettono di fluidificare e rendere ancora più efficiente il sistema di fatturazione elettronica. Vediamoli insieme.

Utilizzo dei file delle fatture elettroniche

L’art. 14 del DL 124/2019 prevede una modifica dell’art. 1 del DLgs. 127/2015, attraverso la quale viene prevista la memorizzazione integrale dei file delle fatture elettroniche sino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello della dichiarazione cui i documenti si riferiscono o alla definizione di eventuali giudizi.

Sulla base di questa nuova disposizione quindi l’Amministrazione finanziaria potrà memorizzare anche i dati richiesti concernenti la natura, qualità e quan­tità dei beni e servizi che riguardano il contenuto della fattura elettronica. Tali dati avrebbero dovuto essere cancellati in caso di mancata adesione del contribuente al servizio di consultazione delle fatture elettroniche.

In realtà dal 2020 i dati così potranno essere utilizzati:

  • dalla Guardia di Finanza per l’assolvimento di funzioni di politica economica e finanziaria potenziando così in questo modo le attività di contrasto a violazioni non necessariamente relative al settore tributario (mercato dei capitali, tutela della proprietà intellettuale, ecc.);
  • dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza nell’ambito delle attività di analisi del rischio di evasione fiscale.

È ovvio che così subentra un “problema” di tutela dei dati personali, data l’accessibilità alle fatture elettroniche e al loro contenuto da parte delle autorità. Il garante per la protezione die dati personali, dopo opportuno esame del caso, ha dato il suo benestare e il via libera alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate le quali sono comunque tenute ad adottare “idonee misure di garanzia a tutela dei diritti e delle libertà dell’interessato”.

Prestazioni  sanitarie nei confronti di persone fisiche: proroga del divieto di emissione di fatture elettroniche

Non essendo ancora state individuate modalità specifiche per l’emissione della fattura elettronica da parte dei soggetti che effettuano prestazioni sanitarie nei confronti delle persone fisiche, l’art. 15 del DL 124/2019 ha disposto la proroga, anche per l’anno 2020, del divieto di emissione di fattura elettronica mediante il Sistema di Interscambio:

  • da parte dei soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare a tale Sistema;
  • da parte dei soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

Il “decreto fiscale” stabilisce inoltre che, a partire dal 1° luglio 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria adempiono all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri attraverso la loro trasmissione al Sistema tessera sanitaria, tramite strumenti tecnologici che ne garantiscano l’inalterabilità e la sicurezza.

Imposta di bollo sulle fatture elettroniche

L’art. 17 del DL 124/2019, modificando una precedente disposizione, prevede che in caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche trasmesse mediante il Sistema di Interscambio, l’Agenzia delle Entrate comunichi all’interessato, con modalità telematiche:

  • l’importo dovuto;
  • la sanzione amministrativa di cui all’art. 13 del DLgs. 471/97, ridotta a un terzo;
  • gli interessi calcolati fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello di elaborazione della comunicazione.

Qualora il soggetto non proceda al versamento degli importi dovuti entro 30 giorni dalla ricezione della suddetta comunicazione, l’Agenzia delle Entrate provvederà all’iscrizione a ruolo delle somme non versate.

 

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.