Testo introduttivo

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari 2019

Dal 2017, grazie al DL n. 50, per le aziende è stato previsto il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie su stampa, radio e televisioni.

Tuttavia dal 2019 sono state ridefinite queste misure agevolative individuando le necessari coperture per l’applicazione dell’agevolazione “a regime”.

Al fine di accedere all’agevolazione i soggetti interessati devono presentare una comunicazione mediante un apposito modello, approvato con provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 31.7.2018.

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari 2019: chi sono i soggetti beneficiari

Possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari i seguenti soggetti:

  • le imprese;
  • i lavoratori autonomi;
  • gli enti non commerciali.

L’agevolazione si applica indipendentemente:

  • dalla natura giuridica assunta;
  • dalle dimensioni aziendali;
  • dal regime contabile adottato.

Quali sono gli investimenti pubblicitari soggetti a credito d’imposta

Sono oggetto dell’agevolazione gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuati:

  • sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line;
  • sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Sono agevolabili gli investimenti incrementali riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali effettuati:

  • su giornali quotidiani e periodici (nazionali e locali), pubblicati in edizione cartacea o editi in for­mato digitale, iscritti presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e, in ogni caso, dotati della figura del direttore responsabile;
  • nell’ambito della programmazione su emittenti radiofoniche e televisive locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione.

Investimenti incrementali

Per beneficiare dell’agevolazione il valore complessivo degli investimenti deve superare almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati nell’anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.

Per “stessi mezzi di informazione” si intendono le tipologie di canale informativo, quindi la stampa, da una parte, e le emittenti radio-televisive dall’altra (non le singole testate giornalistiche o radiotelevisive).

Sono escluse dall’agevolazione le spese sostenute per:

  • l’acquisto di spazi nell’ambito della programmazione o dei palinsesti editoriali per pubblicizzare o promuovere televendite di beni e servizi di qualunque tipologia;
  • la trasmissione o l’acquisto di spot radio e televisivi di inserzioni o spazi promozionali relativi a servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo.

Inoltre, le spese per l’acquisto di pubblicità sono ammissibili al netto:

  • delle spese accessorie;
  • dei costi di intermediazione;
  • di ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario, anche se ad esso fun­zio­na­le o connessa.

Misura dell’agevolazione per gli investimenti pubblicitari soggetti a credito d’imposta

Il credito d’imposta per il 2017 e 2018 era pari:

  • al 75% del valore degli investimenti incrementali effettuati;
  • al 90% degli investimenti incrementali nel caso di PMI e start up

Dal 2019, il credito d’imposta è invece previsto nella misura unica del 75% per tutti i soggetti.

In ogni caso, l’agevolazione è riconosciuta:

  • nei limiti delle risorse disponibili;
  • nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento UE sul regime de minimis (1407/2013).

Cosa fare per accedere all’agevolazione

Affinché si possa beneficiare delle agevolazioni fiscali per gli investimenti pubblicitari, i soggetti interessati devono presentare, mediante l’apposito modello:

  • la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato;
  • la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, resa per dichiarare che gli in­vestimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in pre­cedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti.

La comunicazione e la dichiarazione sostitutiva devono essere presentate:

  • al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, ov­ve­ro tramite una società del gruppo (se il richiedente fa parte di un gruppo societario), ov­vero tramite gli intermediari abilitati (professionisti, associazioni di categoria, CAF, ecc.).

Con riferimento agli investimenti effettuati nel 2019:

  • la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, necessaria per l’accesso al beneficio per l’anno 2019, deve essere presentata dall’1.10.2019 al 31.10.2019;
  • la “dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per l’anno 2019 dovrebbe essere presen­ta­ta, salvo diversa indicazione, dall’1.1.2020 al 31.1.2020.

Concessione dell’agevolazione

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri forma l’elenco dei soggetti richiedenti il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari, con l’indicazione:

  • dell’eventuale percentuale provvisoria concessa in caso di insufficienza delle risorse;
  • dell’importo teoricamente fruibile da ciascun soggetto dopo la realizzazione dell’investi­men­to incrementale.

L’ammontare del credito effettivamente fruibile dopo l’accertamento in ordine agli investimenti ef­fet­tua­ti è disposto con apposito provvedimento del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Pre­si­denza del Consiglio dei Ministri, pubblicato poi sul sito istituzionale del Dipartimento stesso.

Utilizzo del credito d’imposta: le disposizioni in merito

Il credito d’imposta riconosciuto è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione mediante il mo­del­lo F24, da pre­sentare tramite i servizi telematici dell’A­gen­zia delle Entrate pena il relativo scarto;
  • a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che comunica l’ammontare spettante.

Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con ogni altra agevolazione prevista dalla normativa statale, regionale o europea.

Il credito d’imposta è indicato:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa ai periodi d’imposta di maturazione, a seguito degli investimenti effettuati;
  • nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo.

Il credito d’imposta è revocato nel caso in cui:

  • venga accertata l’insussistenza di uno dei requisiti previsti;

ovvero, la documentazione presentata contenga elementi non veritieri o risultino false le dichiarazioni rese. 

 

 

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