Testo introduttivo

Come richiedere il Bonus Bebè 2020

È possibile avviare la procedura per chiedere il Bonus Bebè 2020, che va richiesta in via telematica e una sola volta per ciascun figlio, anche se parto gemellare.

Dopo la pubblicazione il 18 febbraio 2020 della circolare n. 26/2020 “Bonus Bebè erogabile anche con auto certificazione” , l’Inps ha confermato di aver rilasciato la procedura per richiedere l’assegno di natalità o Bonus Bebè per tutte le nascite, adozioni o affidamenti pre adottivi avvenuti tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020.

A chi spetta ricevere il Bonus Bebè

Esistono alcune regole per potere accedere al rimborso. È possibile richiedere il Bonus Bebè qualora si abbiano figli entro il terzo anno di età nati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Per i bambini nati o adottati dal 2018 al 2020 il Bonus Bebè è corrisposto solo fino al compimenti del primo anno di età o di ingresso nella nuova famiglia.

Scaglioni di reddito: a ciascuno il suo rimborso

A partire da quest’anno, dal 1° gennaio 2020, è previsto l’accesso alla misura con criterio “universalistico”, quindi anche a nuclei familiari in possesso di un ISEE superiore a 25.000 euro.

Ecco come sono stati riorganizzati gli importi:

  • 920 euro annui (160 euro al mese) o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo (192 euro al mese), in presenza di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui;
  • 440 euro annui (120 euro al mese) o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo (144 euro al mese), per gli ISEE superiori a 7.000 euro e non superiori a 40.000 euro;
  • 960 euro annui (80 euro al mese) o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo (96 euro al mese), in presenza di un ISEE superiore a 40.000 euro l’anno.

Come presentare la domanda per il Bonus Bebè

Per poter ottenere il rimborso, spiega L’INPS, le famiglie devono presentare domanda esclusivamente sul sito una sola volta per ciascun figlio (anche in caso di parto gemellare), utilizzando alternativamente:

  • il PIN dispositivo
  • le credenziali SPID di livello 2 o superiore
  • la Carta di identità elettronica 3.0
  • una Carta nazionale dei servizi.

Inoltre la comunicazione chiarisce che per i nati/adottati/in affidamento preadottivo nel 2019 (e anche nel 2017, nel caso in cui nel 2020 venga presentata domanda per un evento del 2017, anche se per il periodo residuo), selezionando l’apposito campo, è possibile inoltrare domanda, a condizione che l’avente diritto sia in possesso di un ISEE minorenni in corso di validità non superiore a 25.000 euro.

Invece, per gli eventi avvenuti nell’anno 2020, è possibile presentare la domanda anche in assenza di un ISEE minorenni in corso di validità e, in tal caso, potrà essere riconosciuto solo l’importo minimo dell’assegno, fatta salva l’ipotesi di un’eventuale integrazione dell’importo a seguito della successiva presentazione dell’ISEE.

Previsto un periodo transitorio

Infine, l’INPS prevede un periodo transitorio, grazie al quale per gli eventi avvenuti a partire dal 1° gennaio 2020 e l’11 marzo 2020 (data di pubblicazione del messaggio in commento), il termine di 90 giorni per la presentazione della domanda decorre dalla data di pubblicazione del presente messaggio.

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